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Tricologia scientifica - domande frequenti

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Che cos´è la Pitiriasi rosea di Gilbert?


La pitiriasi rosea di Gilbert è una dermatosi eruttiva, colpisce gradualmente i due sessi fra i 10 e i 35 anni, raramente negli anziani. La fase iniziale è caratterizzata dalla chiazza madre o medaglione una lesione solitaria localizzata al tronco, alla radice degli arti, al collo. É delimitata da un bordo chiaro finemente desquamante, modicamente rilevato. La dermatosi di solito è asintomatica, può accompagnarsi da malessere generale, febbricola. Il prurito, solitamente assente, può instaurarsi per induzione psicosomatica o a seguito di un trattamento inadeguato. L´evoluzione è spontanea senza esiti, salvo una transitoria ipocromia. La recidiva è rara, non supera l´1 - 2% dei casi. Non è virale. la pitiriasi rosea non è infettiva e quindi non ci può essere un´ epidemia però è vero che si registra un aumento dell´incidenza nei periodi di cambio stagione. É una patologia che regredisce spontaneamente nel giro di 3-4 settimane senza bisogno di terapie specifiche. può essere utile assumere dei supplementi di vitamina C per bocca (anche 1 grammo al giorno per 2 settimane), mantenere la pelle ben idratata e protetta (usando anche paste dermatologiche a base di zinco), usare detergenti delicatissimi(all´ avena ad esempio), bere molta acqua (3 litri al giorno almeno) ed, ovviamente, evitare le ustioni solari.

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Quale funzione svolgono i capelli per l´organismo umano?


Allo stato evolutivo raggiunto dalla specie umana, i peli (di cui i capelli rappresentano solo una forma particolare) non hanno più la funzione di termoregolazione, come invece avviene negli animali; nell´organismo umano la funzione di termoregolazione è essenzialmente svolta dalla traspirazione e dalla variazione del diametro dei vasi sanguigni.E´ scorretto però affermare che i capelli non hanno alcuna funzione, in quanto da sempre svolgono un´importantissima funzione estetica e psicologica. Nell´identificazione quotidiana noi tutti diamo un´importanza primaria alla capigliatura. Descrivendo una persona spessissimo facciamo riferimento ai suoi capelli (quella bionda, quel ragazzo coi capelli ricci, quell´uomo con pochi capelli, quel pelato, ecc.). E che dire del cambiamento che notiamo in un nostro conoscente quando cambia pettinatura? Sin dagli albori della nostra civiltà i capelli hanno giocato un ruolo fondamentale soprattutto nel potere seduttivo e nel richiamo sessuale di una persona, uomo o donna che sia. É nota la cura e l´importanza che già le antiche civiltà (Egizi, Greci e Romani) prestavano alla capigliatura; ma non è tutto, in quanto anche le antiche divinità erano sempre rappresentate con lunghi e morbidi capelli. Ai giorni nostri nulla è cambiato: i modelli attuali di bellezza, gioventù e forza, sono rappresentati da uomini e donne con chiome integre e curate.Solo così si spiega il campionario di acconciature e riporti improbabili tenuti in posizione da lacche, gel e fissatori con risultati che sfiorano il ridicolo, ad ulteriore riprova che a tutto si è disposti pur di non mostrare agli altri i problemi di una chioma non a posto.

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Come "funzionano" i capelli?


I capelli sono soltanto la parte visibile di un sistema complesso che prende il nome di follicolo pilo-sebaceo.In questa struttura costituita da un´introflessione della pelle (una sorta di sacco) profonda fino a 5-6 mm. si svolge il processo di formazione del capello, ad opera di una parte della papilla dermica detta matrice. Questa matrice "raccoglie" nutrimento e ossigeno dai vasi sanguigni e inizia a formare delle cellule: per la particolare conformazione del follicolo le cellule, riproducendosi, si plasmano assumendo la forma a clava del bulbo e cilindrica dello stelo.Via via che il capello si avvicina al foro di uscita le cellule si cheratinizzano, cioè si induriscono perdendo il loro nucleo, e morendo si trasformano in una sostanza cornea che è la cheratina. La matrice posta nel follicolo continua a produrre altre cellule che permettono l´allungamento del capello fino al termine della fase di crescita. La velocità della crescita è di circa 1 cm al mese.Il capello vero e proprio, cioè lo stelo che vediamo al di fuori del cuoio capelluto, è pertanto un cilindro lungo e sottile di cellule morte sovrapposte e legate tra loro.La fase di produzione di nuove cellule, che permette l´allungamento del capello, dura da 3 a 7 anni e si definisce fase anagen di quel particolare capello.Al termine dell´attività produttiva il capello, che è ininterrottamente cresciuto, smette di allungarsi (la fase si chiama catagen e dura circa 15 giorni) e, quando è trattenuto in cute senza però esservi "legato", entra nell´ultima fase detta telogen. Può restare al suo posto ancora altri due-tre mesi per poi cadere.Se il follicolo che ha alimentato il capello fino a qualche mese prima è sano ha già iniziato a produrne un altro che entro breve tempo lo sostituirà.É importante ricordare che i capelli sono strutture composte da cellule morte ciclicamente prodotte da un follicolo pilifero ed è perciò del tutto impossibile che prodotti applicati solo sugli steli (ad es. shampoo, balsami, impacchi) possano svolgere una funzione curativa: essi possono svolgere semplicemente un´azione estetica, pulendo, lucidando, ammorbidendo delle cellule morte. Se vogliamo invece intervenire su problemi che riguardano la nascita e/o la crescita del capello dobbiamo intervenire sulla funzionalità del follicolo pilifero, che non vediamo, ma che è l´unica parte viva della capigliatura.Nel follicolo pilo-sebaceo troviamo anche la ghiandola sebacea, che immette una secrezione grassa, detta sebo, nel follicolo; il sebo lubrifica le squame del capello, donando brillantezza e flessibilità, e ha funzione protettiva contro gli agenti esterni. Il sebo risale quindi verso la superficie della pelle, dove va a depositarsi.

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Quali sono i problemi più diffusi sulla caduta dei capelli?


I capelli non vivono eternamente, hanno una loro vita determinata e tutti sappiamo che è normale che i capelli cadano. Naturalmente il problema diventa causa di grandissime ansie quando vediamo che i capelli che cadono sono tanti, che ne ricrescono meno di quelli caduti, che quelli che ricrescono sono meno belli e più deboli, ecc. Abbiamo pertanto dedicato un intero capitolo alla trattazione della "caduta dei capelli".

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Che cos´è "l´ipersecrezione sebacea"?


Una particolare untuosità della cute e dei capelli è spesso presente nei soggetti colpiti da problemi di caduta e di calvizie, ma non ne è la causa, contrariamente a quanto molti credono.É falsa infatti l´affermazione che il capello viene soffocato dal sebo in eccesso sulla cute e sullo stelo in quanto il nutrimento del capello proviene dal reticolo vascolare sottocutaneo che avvolge il follicolo pilo-sebaceo e non dall´aria. É prova della non colpevolezza del sebo la sua presenza su tutto il cuoio capelluto, anche nelle zone in cui vivono capelli immuni dal fenomeno calvizie; un´ulteriore riprova è fornita dal fatto che non tutti coloro che soffrono di ipersecrezione sebacea diventano radi o calvi.Per combattere l´untuosità è necessario lavarli più frequentemente, ma facendo ben attenzione ai prodotti utilizzati per non provocare più danni che vantaggi.Bisogna ricordare che lo shampoo non è in grado di diminuire la velocità di ingrassamento dei capelli, ma solo di rimuovere l´untuosità e perciò andranno scelti prodotti che svolgano questa funzione rispettando le caratteristiche della pelle senza irritarla e senza aggredire i capelli. Per ridurre l´untuosità dei capelli un valido aiuto può provenire dall´uso di trattamenti astringenti e seboregolatori (maschere, cataplasmi, farmaci).

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Cos´è la pitiriasi?


La forfora. Le cellule dello strato più superficiale della cute vengono continuamente sostituite e, di norma, ciò succede in modo impercettibile.In alcuni casi, invece, questo ricambio diviene visibile perché più accelerato. Non si tratta di una malattia, ma di una semplice alterazione del ritmo di ricambio delle cellule (spesso definito turnover cellulare). Si riteneva fosse causata da un lievito presente normalmente sul cuoio capelluto chiamato Pytirosporum ovalis (da cui pitiriasi), ma recenti evidenze hanno dimostrato che la familiarità gioca un ruolo importante.Il clima, l´esposizione alla luce solare, lo stress, un uso scorretto di prodotti tricologici, paradossalmente soprattutto gli antiforfora, possono poi intervenire nella sua genesi e nel determinarne l´intensità.Colpisce quasi il 50% di uomini e donne, perlopiù fra i 14 ed i 35 anni e solitamente ha un andamento circannuale (cioè in alcuni periodi dell´anno è più intensa che in altri).Con l´uso di shampoo e trattamenti mirati si tiene agevolmente sotto controllo.I componenti efficaci sono ben noti, ma proprio per questa ragione non è il caso di affidarsi al "fai da te" tricologico, in quanto, come detto, proprio l´abuso di alcuni di questi prodotti può provocare un peggioramento.É opportuno quindi usare il detergente più adatto alla propria cute, ai propri capelli e alla propria forfora (sono frequenti i casi di ottima risposta al piroctone olamine, ad esempio, e di risposta meno brillante al solfuro di selenio o viceversa) associandolo a shampoo più dolci e a trattamenti trico-estetici più profondi come i gommage e i cataplasmi a base di fanghi termali.É presente anche in zone dove la calvizie non colpisce e quindi non può esserne la causa, ma prendersene cura è comunque opportuno, oltre che per l´evidente disagio estetico, anche per altri motivi.Uno di questi è che quando si sta curando una caduta eccessiva con trattamenti locali la forfora stratificata può rendere più difficoltoso l´assorbimento dei principi attivi.

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Che cos´è la dermatite seborroica?


Si presenta con squame di colore giallo spento al di sotto delle quali, spesso, il cuoio capelluto è arrossato ed irritato. Il prurito è talvolta notevole e le lesioni da grattamento peggiorano la situazione. Non è dovuta a cause organiche, ma ad una degradazione del sebo. Appare sul cuoio capelluto, ma anche sulle sopracciglia e spesso nella zona sternale. La sua presenza anche in aree dove non si manifestano problemi di caduta (zone laterali e posteriori del capo) consente di escludere che possa causare calvizie e diradamenti.Il fenomeno può essere controllato con buoni risultati utilizzando l´acido salicilico, il catrame ed i suoi derivati, il ketoconazolo ed alcuni cortisonici, ma va assolutamente evitata l´auto-prescrizione perché il rischio che la situazioni peggiori è altissimo, rendendo necessario il ricorso a prodotti sempre più potenti. Così facendo, a lungo andare, si instaura un quadro resistente ad ogni tipo di cura.

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Come si manifesta la psoriasi?


Colpisce il 2% circa di uomini e donne e si manifesta con chiazze, di colore rosa più intenso rispetto a quello della cute sana, ricoperte da squame argentee. In alcuni casi può provocare un aumento della caduta dei capelli ed una conseguente minore7 foltezza nelle zone interessate.Può manifestarsi sia su cuoi capelluti colpiti da calvizie che su quelli normalmente folti e pertanto non può essere causa di alopecia androgenetica.

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Perché si hanno i capelli secchi?


Una più scarsa produzione di sebo da parte delle ghiandole sebacee provoca una minore morbidezza e setosità della capigliatura. Spesso il fenomeno è aggravato da errate abitudini igieniche come shampoo troppo frequenti o aggressivi, con eccessive esposizioni al sole, con l´uso di cosmetici inadatti (lacche, fissatori e simili) con permanenti o tinte continuate.I capelli secchi sono anche fragili, ruvidi e opachi e hanno la tendenza a spezzarsi facilmente. Si è scoperto che una delle cause naturali della secchezza può essere una carenza di ferro nell´organismo che si può individuare con uno specifico esame ematologico o con un mineralogramma.Se la carenza viene evidenziata si può intraprendere una terapia adeguata, modificando se possibile anche l´alimentazione per inibire la reiterazione del fenomeno. Anche un´alimentazione troppo povera di proteine può causare secchezza dei capelli e indebolimento del fusto per carenza di cisteina.In condizioni di salute normali l´utilizzo di shampoo arricchiti o di balsamo di buona qualità rendono il problema capelli secchi facilmente controllabile.Non vi è, infine, alcun rapporto fra la secchezza dei capelli e la calvizie.

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Quando e con quale prodotto lavare i capelli?


capelli e il cuoio capelluto vanno lavati quando sono sporchi e, se necessario, anche tutti i giorni. É un errore ritenere che i lavaggi provochino un aumento della caduta e, semmai, è vero il contrario.Ogni individuo avrà quindi una frequenza personale di lavaggio (dipendente dall´ambiente in cui vive e lavora, dalla presenza più o meno accentuata di inquinamento atmosferico, dall´attività fisica, da particolari stati del cuoio capelluto come eccessiva secrezione sebacea, forfora, ipersudorazione, ecc.).Riguardo alla scelta del detergente (shampoo) in linea generale andrebbe scelto uno delicato, con pH leggermente acido compreso tra 4 e 6, non eccessivamente sgrassante.Non vanno attribuite allo shampoo ed alla frequenza d´uso proprietà che non possono detenere: possono rendere il capello più brillante e morbido, ma non sono in grado di guarirlo, specie se in presenza di caduta eccessiva. Va chiarito che non esiste al mondo uno shampoo con provato effetto anti-caduta.Particolare attenzione va posta all´uso di shampoo trattanti o "medicati" contro forfora, dermatite ed eccessivo ingrassamento perché contengono sostanze che vanno usate con cautela.Alcune, come il solfuro di selenio, l´octopirox, lo zinco piritione, il ketoconazolo, richiedono un uso limitato nel tempo e la sospensione alla scomparsa del fenomeno.Talvolta è consigliabile associare lo shampoo medicato ad altri detergenti con caratteristiche lenitive, balsamiche e ristrutturanti. Un esempio dell´uso scorretto degli shampoo è quello dato da chi soffre di ipersecrezione sebacea (capelli grassi) e utilizza shampoo troppo sgrassanti che, nel tempo, potrebbero provocare un aumento dell´untuosità (effetto rebound).Per regolare l´ipersecrezione sebacea, perciò, vanno individuati trattamenti alternativi allo shampoo caso per caso.

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Come asciugare i capelli?


Usare il phon con il bocchettone vicinissimo o con calore eccessivo può rovinare la struttura dei capelli, ma non può certo provocare la calvizie. Per trattare al meglio i fusti dei capelli è preferibile tamponarli delicatamente con un asciugamano e poi farli asciugare all´aria. Se fa freddo o si ha poco tempo si potrà usare il phon, ma la temperatura dell´aria erogata dovrà essere tiepida. É senz´altro consigliabile l´uso dei diffusori che impediscono al calore di concentrarsi troppo in un´area circoscritta.

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É meglio tenere i capelli lunghi o corti?


É una convinzione senza alcun fondamento scientifico quella secondo cui tagliando i capelli corti si ottenga una loro fortificazione e l´arresto della caduta. L´effetto in realtà è esclusivamente "ottico": i capelli più corti sono meno visibili quando cadono.Per convincersi dell´infondatezza del fatto basterebbe guardarsi intorno: moltissimi tengono normalmente i capelli corti e diventano calvi lo stesso e, viceversa, persone che li portano sempre lunghi non sviluppano calvizie o diradamenti.Tagliando i capelli cortissimi si ottiene un unico risultato effettivo: per pochi giorni la velocità di crescita aumenta del 50% circa, per poi riprendere il suo passo abituale.

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Quanto è importante l´alimentazione?


C´è un nesso fra alimentazione e caduta perché i capelli sono costituiti da proteine per il 65-95% e, per il resto, da acqua, lipidi, pigmenti ed oligoelementi.É perciò necessario fornire il "nutrimento" necessario alla loro formazione con un´equilibrata assunzione di tutti i nutrienti.Nei regimi alimentari della grande maggioranza delle famiglie italiane è presente un´ampia varietà di tutti gli elementi nutritivi necessari al sostentamento dell´intero organismo e perciò anche dei capelli.Spesso, però, vengono commessi degli errori che possono provocare un´alimentazione meno equilibrata e fra questi i più diffusi sono i gusti particolarmente difficili (scarso o nessun consumo di frutta e verdura, per esempio) o diete molto restrittive.Sono frequenti le carenze di proteine (soprattutto quelle del gruppo della cistina), che danno allo stelo del capello fragilità, secchezza, diminuzione del diametro. Ogni pettinata o spazzolata è un dramma perché si vede sul pettine un gran numero di capelli, anche se la maggior parte sono steli spezzati e non capelli interi che cadono.Una dieta troppo povera di aminoacidi, oligoelementi, minerali e vitamine, infine, può provocare un´importante caduta di capelli con effetti reversibili se gli squilibri vengono corretti in tempo.

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Che ruolo svolgono gli integratori alimentari?


Si tratta di preparati, di solito capsule da assumere per bocca, che forniscono vitamine, minerali e aminoacidi di cui l´organismo ha bisogno a causa di carenze momentanee di questo o di quel componente o per compensare regimi scorretti. Non tutti gli integratori svolgono la stessa funzione ed è quindi importante stabilire quali sono le necessità caso per caso.Per la buona salute dei capelli possono essere utili integratori costituiti dagli aminoacidi necessari per la sintesi della cheratina (la proteina di cui è costituito il capello) come la cisteina, la cistina e la metionina, oppure di minerali come calcio, zinco, ferro, rame, selenio, magnesio, manganese o, per finire, di vitamine come la A, la C, la E e la H.Inutile usare un integratore qualsiasi credendo che, indipendentemente dalla sua composizione, possa essere efficace. Sono poi perlopiù inutili quelli che contengono di tutto in po´.Gli integratori vanno utilizzati invece in particolari casi e nella composizione ideale per il tipo di carenza da trattare.Il loro uso è particolarmente indicato quando si ravvisa un aumento della caduta che segue stati di stress psico-fisico pronunciati e persistenti, malattie lunghe e debilitanti, diete molto drastiche.Hanno mostrato scarsa o nulla efficacia se usati da soli, mentre se associati a cure specifiche locali o generali per il particolare problema tricologico in corso, contribuiscono a migliorare i risultati.

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É normale che i capelli cadano?


L´attività fisiologica di un capello prevede una nascita, un lungo periodo di crescita ed una morte. In condizioni di normalità della matrice produttiva dei capelli, poco dopo la caduta di un capello se ne produce un altro che ricalcherà le orme del predecessore: questo andamento ciclico può verificarsi per tutta la vita dell´individuo. É perciò normale che si riscontrino dei capelli sul pettine e nel lavandino dopo il lavaggio. Non è normale che in seguito alla caduta del capello non ne ricresca un altro o ne ricresca uno di calibro e qualità minore.

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Come vive un capello?


Nel corso del suo ciclo di vita un capello attraversa tre fasi:a) anagen: la matrice produce le cellule che costituiscono il capello permettendogli di risalire lungo le pareti del follicolo. Questa fase dura da tre a cinque anni, ma nelle donne spesso fino a sette, e questo spiega perché alcune donne possono avere capelli molto lunghi (un centimetro al mese per sette anni significano più di ottanta centimetri!). Una capigliatura sana è costituita per l´82-90% dei casi da capelli in questa fase.b) catagen: in seguito ad un segnale ormonale o chimico (la questione è ancor oggi dibattuta) il follicolo entra in una fase di "riposo", in cui le cellule non si riproducono più. Il capello rimane nel cuoio capelluto, ma non cade né cresce. Questa fase dura un paio di settimane. Circa l´1% dei capelli è in questa fase.c) telogen: si interrompe ogni attività produttiva e il capello è trattenuto unicamente dalle pareti del follicolo. Dall´ingresso in fase telogen alla caduta vera e propria potrebbero passare anche 4 mesi. In fase telogen si trova sempre almeno il 10-18% dei capelli presenti sul cuoio capelluto sano.Dopo circa 3 mesi, se non sono intervenuti fatti nocivi a carico della matrice, nasce il nuovo capello. Il periodo in cui il capello è nato ma non è ancora emerso dal cuoio capelluto si definisce fase metanagen mentre, dalla sua comparsa al di fuori della cute, diventa anagen.Quando i capelli di una chioma sono nell´82-90% in fase anagen e nel 10-18% in quelle catagen e telogen, tutti i capelli vengono sostituiti e non si manifestano diradamenti.

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I capelli che cadono ricrescono sempre?


Talvolta la matrice pilifera sostituisce il capello caduto con uno di calibro nettamente inferiore o non lo sostituisce affatto: in questo caso, secondo l´entità ed il disegno assunto dalle aree che si sono sfoltite, si ha a che fare con un´alopecia.

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Qual è la caduta normale?


Non c´è un numero preciso che contraddistingua la normalità perché la caduta dipende anche dalla quantità di capelli presenti sul cuoio capelluto. Essi possono essere da 100 a 200mila circa e pertanto la caduta può interessare da 30 a 50 capelli in media al giorno. Naturalmente, per non andare incontro a calvizie, è necessario che tutti i capelli che cadono siano sostituiti. Infatti, anche se cadono solo dieci capelli al giorno, lo spettro calvizie può materializzarsi se ne vengono sostituiti solo nove o meno.

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Che relazione intercorre tra la caduta dei capelli e l´alternarsi delle stagioni?


Nelle stagioni di transizione (autunno-primavera) la caduta spesso aumenta perché l´uomo conserva una manifestazione ancestrale propria di altri mammiferi pelosi: la muta. Nei periodi aprile-maggio e settembre-novembre alcuni ormoni, informati soprattutto dalle ore di luce, attivano un processo sincronizzato di caduta con un aumento del numero dei capelli che cadono. Si tratta di un fatto fisiologico che non è causa di calvizie definitiva.

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La caduta dei capelli da stress?


Condizioni psicofisiche difficili, soprattutto se prolungate, possono provocare un aumento della caduta dei capelli, talora anche molto pronunciato.Fra le cause di queste condizioni si possono citare gli shock emotivi, i periodi di super-attività (studio, responsabilità professionali, difficoltà familiari, problemi di relazione, ecc.), attività sportive o professionali faticose e non associate a regimi alimentari compensativi, superlavoro e malattie debilitanti.Intervenendo sulle cause del fenomeno e con trattamenti locali e, se necessario, generali adeguati è però possibile riportare le condizioni alla normalità in un tempo relativamente breve e con elevate probabilità di successo.

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I farmaci possono provocare la caduta dei capelli?


Alcuni medicamenti hanno dimostrato di provocare una perdita di capelli ed in particolare alcune classi di antibiotici e gli antidepressivi che possono provocare l´ingresso di un alto numero di capelli in fase telogen, cioè di caduta. In genere con la sospensione della terapia farmacologica il ciclo pilifero riprende un andamento normale, anche se è consigliabile "aiutare" i capelli con prodotti nutrienti e rinforzanti soprattutto se la malattia è stata debilitante. Per risultare efficace questo aiuto deve però essere adeguato al fenomeno che si è venuto a creare, utilizzato in dosi idonee e per un periodo determinato. Come al solito l´auto-cura va sconsigliata perché potrebbe essere inadatta, impedendo un corretto ripristino dell´attività dei capelli.

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Cos´è un´alopecia?


Una diminuzione della qualità (colore, spessore) e della quantità di capelli o la loro scomparsa.Le alopecie più diffuse si definiscono:- androgenetica e riguarda solo i capelli delle zone frontali e superiori del capo totale con scomparsa dei capelli su tutto il capo;- universale che riguarda i peli di tutto il corpo.

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Le alopecie sono sempre incurabili?


Non tutte, come è dimostrato dall´alta percentuale di guarigione (ricrescita di tutti i capelli) di quelle areate. Quella androgenetica invece è irreversibile solo se non curata adeguatamente. Non tutte, come è dimostrato dall´alta percentuale di guarigione (ricrescita di tutti i capelli) di quelle areate. Quella androgenetica invece è irreversibile solo se non curata adeguatamente.

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Cos´è un´alopecia areata?


Si manifesta con aree rotondeggianti ben circoscritte prive di capelli ed è spesso definita anche area celsi. Si può presentare anche nelle zone coperte da barba e talvolta si presenta con arrossamenti e prurito. Attorno alle chiazze i capelli sono del tutto normali. Le cause non sono ancora del tutto note anche se la teoria auto-immunitaria ha trovato diversi consensi. In un grande numero di casi i capelli ricrescono dopo qualche mese, ma sono tutt´altro che rari tempi ben più lunghi. Esistono diversi principi attivi che si sono mostrati utili per favorire la ricrescita nelle alopecie areate: essi possono essere applicati in loco sotto forma di lozione o infiltrati direttamente nella cute per mezzo di particolari tecniche.

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Cos´è l´alopecia androgenetica?


L´alopecia androgenetica è di gran lunga la più diffusa causa di perdita dei capelli.Una causa certa dell´alopecia androgenetica è la sovrabbondante presenza di deidrotestosterone (o diidrotestosterone, in sigla DHT) nel follicolo del capello. Il DHT risulta altamente dannoso per il follicolo: opera dapprima accorciando la fase di crescita del capello, poi provocando una progressiva miniaturizzazione del follicolo (che produrrà quindi un capello sempre più stento), fino ad arrivare all´atrofia completa e quindi alla cessazione di ogni attività produttiva.

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Come si presenta l´alopecia androgenetica?


Di solito NON si presenta con un considerevole aumento del numero dei capelli che cadono e, anzi, molti soggetti diventano calvi perdendo pochissimi capelli al giorno. Il primo segno dell´avvento di una calvizie è l´assottigliamento progressivo dello stelo, inizialmente non apprezzabile ad occhio nudo, poi sempre più palese.Altri sintomi sono una maggiore probabilità da parte degli steli di spezzarsi, un aspetto meno brillante della chioma ed una più difficile pettinabilità e tenuta della piega.Sono sintomi poco evidenti e, poiché non provocano variazioni consistenti dell´aspetto, molti sono portati a sottovalutarli, cullandosi nella speranza che prima o poi tutto tornerà come prima.Si tratta di un grave errore, perché l´efficacia delle cure è strettamente legata alla tempestività di intervento: laddove c´erano capelli perduti molti anni prima, infatti, ci sono matrici che è difficile o impossibile recuperare.Tutti i soggetti che presentano casi di ascendenti affetti da alopecia androgenetica (non solo padre e madre, ma anche zii paterni e materni e nonni) dovrebbero far valutare il proprio caso con un check-up

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Alopecia androgenetica, alopecia seborroica


Alopecia androgenetica, alopecia seborroica, calvizie comune, calvizie ereditaria, calvizie maschile... Molti ritengono che sia la quantità di testosterone totale prodotto la causa della calvizie e questa errata convinzione ha generato una serie di credenze fra cui quella che attribuisce ai calvi un maggior vigore sessuale. Si tratta di un falso perché è solo il deidrotestosterone (DHT) presente in ogni singolo follicolo e non la quantità di testosterone totale a innescare il processo alopecico. Prova ne è il fatto che donne con bassissimo livello di testosterone ma predisposte all´alopecia androgenetica, se non mettono in atto cure adeguate, vanno incontro a calvizie o sfoltimento.

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Alopecia androgenetica: maschile o femminile?


Affligge circa l´80% degli uomini, ma anche il 35% delle donne in età fertile e ben il 50% di quelle in menopausa.

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A che età può svilupparsi l´alopecia androgenetica?


Nell´uomo molto presto: subito dopo la pubertà e la maturazione sessuale e non sono infrequenti casi già molto compromessi attorno ai 18-20 anni. Il fenomeno ha il suo picco tra i 20 e i 30 anni, progredisce fino ai 40-50 e poi rallenta o si ferma.Anche nelle donne si può manifestare in giovane età, a partire dai 16-20 anni per quelle in età fertile, con una progressione lenta ma costante fino ai 45-50 anni. Quando subentra la menopausa anche la donna che non aveva mai sofferto di questo disturbo può andare incontro a calvizie androgenetica molto pronunciata e quelle donne che già manifestavano dei problemi vedono una recrudescenza del fenomeno

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In quali zone si presenta l´alopecia androgenetica?


Nei maschi i primi segni si presentano nei cosiddetti golfi o anse frontali (impropriamente definite stempiature) per poi colpire anche la zona apicale della testa. In seguito il fenomeno si trasferisce anche nell´area centrale "collegando" fronte e nuca.Nelle donne è più frequente invece uno sfoltimento della zona centrale, mentre almeno inizialmente, la zona frontale è meno interessata.

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Si può curare l´alopecia androgenetica?


É opinione diffusa che una malattia ereditaria non si possa curare, ma la medicina, per nostra fortuna, è in grado di curare malattie geneticamente trasmesse di gravità ben peggiore della calvizie. Alcuni esempi? L´emofilia A, l´ipercolesterolemia, l´ipertensione arteriosa essenziale, l´ulcera gastrica e il diabete mellito che possono essere tenute sotto controllo con terapie specifiche che consentono a chi ne soffre di vivere bene.Un´alopecia androgenetica curata adeguatamente può essere inibita con la conseguente sensibile riduzione delle possibilità di diventare calvi.

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Cosa si intende per Defluvium telogenico?



In una chioma "normale" i capelli sono in fase di crescita (anagen) nell´82-90% dei casi, mentre nel restante 10-18% stanno attraversando la fase di riposo dell´attività follicolare definita telogen. Dopo due-tre mesi dall´inizio della fase telogen il capello cade per essere sostituito dopo qualche settimana da un nuovo capello. Se la percentuale dei capelli in telogen cresce si ha perciò una caduta decisamente più elevata della norma. Di solito il defluvium è causato da fenomeni stressogeni (super-lavoro, eccessive responsabilità, malattie debilitanti, ansia, depressione), da disfunzioni tiroidee o da regimi alimentari in cui alcune sostanze sono assunte in quantità scorrette.

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