L'invecchiamento dell'epidermide è un fenomeno che deve essere posto in stretta relazione con l'invecchiamento del derma. Le cellule epidermiche dello strato basale giungono alla superficie della cute attraverso una naturale progressione e durante questo processo passano da uno stadio maturo e funzionale ad uno stadio di cellule cheratinizzate ormai prive di vita.
Con l'avanzare dell'età a questa successione fisiologica si aggiunge il processo di invecchiamento e l'epidermide va incontro a un generale assottigliamento e ad una perdita dell'elasticità dovuta alla diminuzione della capacità di proliferazione delle cellule.
L'aspetto cartilagineo dello strato corneo, che appare povero di umidità e piuttosto rinsecchito è certamente l'aspetto più evidente della senescenza. Questo avviene perché le lamelle cheratiniche, (che nella pelle giovane sono rimpiazzate con velocità e regolarità da materiale proteico fresco) nella pelle senescente tendono a cementarsi e a formare uno strato compatto che dà alla pelle un aspetto caratteristico. Tutto ciò sta a testimoniare il rallentamento che avviene nella riproduzione cellulare, la conseguente minor stratificazione delle cellule malpighiane, lo squilibrio che avviene nei normali processi di evaporazione dell'acqua.
L'idratazione dello strato corneo diventa scarso e cambia anche la quantità di amminoacidi, di acido piroglutammico, di lattato di sodio, di urea, di sali e di altri elementi che contribuiscono alla naturale idratazione dell'epidermide.
E' quindi possibile dire che le cellule dell'epidermide mostrano 2 tipi d'invecchiamento:
il primo dovuto alla maturazione della cellula stessa, che migra verso l'esterno dove forma uno strato cheratinizzato
il secondo dovuto all'epidermide come tessuto, associato perciò ad un'attività metabolica ridotta e ad uno scarso turnover cellulare.
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